Forse creare nel proprio cuore uno spazio abbastanza grande
da accogliere le contraddizioni di un’altra persona, è una specie di atto
divino. Forse la trascendenza non si raggiunge solo sulle vette solitarie delle
montagne o nei monasteri, bensì anche seduti al tavolo della cucina di casa,
nell’accettazione quotidiana dei difetti più logoranti e irritanti del partner.

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